Versi diversi scene oscene: intervista agli autori
di Davide F. Brusà
magazine online Step1, 20/12/06
Versi diversi scene oscene. Una operazione editoriale coraggiosa, che ha visto due giovani scrittori catanesi, Davide Pappalardo e Fabio Stancanelli, che si firmano solo coi nick Deadpoet e Bishop, editare e autoprodursi completamente un libro di racconti e poesie di genere principalmente fantascientifico e cyberpunk. Coraggio che è stato premiato da un’accoglienza positiva e inaspettata. A meno di sei mesi dall’uscita del libro, in vendita in tre librerie catanesi (Tertulia, Crisafulli e Megastorie) e su internet (nel sito www.versidiversi.it), la prima tiratura è già completamente esaurita e una nuova tiratura è già in stampa, in corsa per acciuffare il Natale, con uno slogan già pronto: "Versi diversi, la strenna oscena".
A Natale in libreria come Bruno Vespa e il suo panettone natalizio, ragazzi?
Bishop: Beh, l’idea è proprio
questa. (ridono). Abbiamo chiesto che nelle librerie venga messo proprio
accanto ai libri natalizi. Così diamo un’alternativa editoriale.
Deadpoet: E così vendiamo meglio (ride)
Rivoluzionario sotto tutti gli aspetti. I contenuti, l’autoproduzione, l’aspetto generale del libro, soprattutto la scelta di non rincorrere una casa editrice ma correre con le proprie gambe. Come valutate finora l’evolversi di questo esperimento?
Deadpoet: Non posso non dirti
che in maniera positiva. Il libro è venuto proprio come lo volevamo, e siamo
contenti di aver potuto scegliere i contenuti che volevamo e metterli nella
maniera che volevamo.
Bishop: L’accoglienza della gente che lo ha letto è stata una delle cose che ci
ha fatto più piacere. Molti ci hanno mandato delle e-mail scrivendoci: "sono
rimasto folgorato". Alcuni ci hanno voluto anche incontrare di persona. Molti
semplicemente ci hanno detto "non avevamo mai pensato che si potesse ‘fare’ un
libro": pensano che si possa ‘scrivere’ un libro, ma non pensano si possa fare
lo step successivo, impaginarlo e pubblicarlo. Un ragazzo ci ha detto proprio
questo, che per lui avevamo "aperto la strada." Il giorno dopo è andato in
tipografia e per fare un regalo ha fatto stampare un paio di copie del
manoscritto di un amico.
Deadpoet: Ovviamente qui non stiamo parlando di un libro stampato per puro
piacere personale. Ci sono tanti che stampano un libro per tenerselo per sé o
darlo a parenti e amici. Noi abbiamo fatto una cosa completamente diversa. Versi
diversi è stato concepito dall’inizio come un prodotto editoriale. Anche se
all’inizio non volevamo neanche metterlo in libreria ma usarlo solo come un
veicolo promozionale.
E invece in libreria l’avete messo. E con che risultati. A meno di sei mesi dalla prima tiratura, una prima ristampa.
Deadpoet: Tieni conto che
parliamo sempre di tirature molto piccole. Però sì, senza nessuna pubblicità
abbiamo venduto bene, anche se non era questo il nostro obiettivo principale.
Bishop: E avere un riscontro così deciso ovviamente non fa male.
Deadpoet: Assolutamente no, infatti abbiamo modificato in itinere le nostre
priorità. Se il libro è stato accolto così bene, e piace, stampiamone ancora.
E qual era in origine l’obiettivo principale?
Deadpoet: Farlo girare, farne
parlare, avere qualche recensione, mandarlo a qualche divulgatore, magari a
livello nazionale. In ultima analisi: forzare un mercato editoriale sempre più
sclerotizzato, per cui magari non puoi pubblicare fantascienza o pulp, per cui
in libreria le novità vengono castrate, per cui per esordire devi essere una
ragazzina o scrivere improbabili storie lagnose su adolescenti, o ventenni, o
trentenni in crisi. Anche noi parliamo d’amore, di trentenni, di crisi o di
aspettative, ma è il modo in cui lo facciamo che cambia.
Bishop: Tanto è vero che il maggior successo il libro lo sta avendo tra i
ragazzini. Ragazzini! Un giorno ero in libreria e vedo un ragazzino, poteva
avere quindici anni, che compra il nostro libro. Lo fermo e gli chiedo, "scusa
perché hai comprato questo libro?" e lui prima mi chiede se sono un poliziotto,
e quando io gli dico di no, rassicurato fa "ma questo è il libro di 61!"
61?
Deadpoet: E’ il graffito che
abbiamo fotografato e utilizzato come copertina del libro. 61 dovrebbe essere
una crew di graffitari che riempie di graffiti i muri della città e
dell’hinterland. Abbiamo scelto di utilizzarlo come copertina perché è urbano,
controverso, ultramoderno, vibrante un po' come i testi che abbiamo cercato di
raccogliere nel libro.
Bishop: E a quanto pare i ragazzini si sono sparsi la voce e ora in libreria
cercano "il libro di 61"
Deadpoet: Che poi noi tra parentesi vorremmo conoscerlo questo 61. Anzi, se
qualcuno dei vostri lettori lo conosce, ci dia una dritta per rintracciarlo. Se
incontriamo 61, gli diamo una copia del libro.
Bishop: Se non ce l’ha già. (ridono)
Parliamo un poco dei testi. Avete raccolto poesie e racconti principalmente di genere fantascientifico, ma ci sono anche pezzi più sentimentali (Sentimentalissimo, Jeannie) o anche riflessivi. C’è anche l’immancabile pezzo sui trentenni in crisi (30 Years Young) che odiavate tanto. Perché fantascienza, perché poesia, perché questo mix? In sostanza qual è la vostra concezione di letteratura?
Deadpoet: Ma te l’ho detto,
non è che non ci deve essere questo o quello, l’importante è come ti senti di
dire le cose. Non c’è un modo obbligato per dire: questo è poesia, questo no.
Tanto è vero che io amo scrivere in molti generi, ma la contemporaneità, la
fantascienza, il cyberpunk, il pulp, ci affascinano troppo.
Bishop: Lynch, Cronenberg, Carpenter
Deadpoet: Matheson, Dick, Ballard, Gibson (devo fermarli, Ndr)
Deadpoet: Non mi dimenticherò mai quando Fabio, Bishop, vinse un premio con la
poesia Con(tro)fusione, nel concorso "Arte e folklore di Sicilia" e andammo alla
premiazione, e lui salì sul palco a leggere la poesia. Tutti erano là a
declamare poesie in dialetto "sui mandorli in fiore" e lui attaccò "La
confusione è una lastra di marmo bianca…"
Bishop: Avevamo bevuto due whisky prima…
Deadpoet: Dovevamo festeggiare no?
Che male vi hanno fatto i mandorli in fiore?
Deadpoet: Ah guarda, io sono
un futurista, uccidiamo il chiaro di luna! (ride) No, scherzo. Lo ripeto,
sono modi di dire le cose. L’importante è che la poesia, la letteratura, sia
sentita, non diventi solo un manierismo. Poi tutti i generi sono validi. Io ho
scritto anche cose in stile verista, quasi verghiane.
Bishop: E col nostro tipografo, il sig. Gagliano, parliamo in dialetto. Lui
scrive i Post-it in catanese: "Attruvamu a nova vessioni do Pagemaker, M’ARRACCUMANNU"
A proposito di Catania. Che rapporto c’è tra Versi diversi e la nostra città?
Bishop: Strettissimo
Deadpoet: Milano ci fa il solletico.
Bishop: Molti dei pezzi del libro sono stati scritti immaginandoli nelle nostre
strade, nei nostri bar, nei nostri pub. Il Portobello, Piazza Teatro Massimo,
via Etnea.
Deadpoet: A me fa rabbia che una città vivace dal punto di vista culturale come
Catania debba essere sempre una periferia culturale. Tutto quello che è moderno
si fa altrove, a Milano, nel nord, in Europa. Ma non è vero. Noi siamo avanti.
E’ che poi, a causa di un "provincialismo" assolutamente mentale, prima ancora
che culturale, un provincialismo mentale che abbiamo noi stessi e che hanno
quelli che ci guardano dal di fuori, noi siamo solo quelli del sole, del mare,
dell’arancino caldo. E per il fatto che il potere mediatico è concentrato
soprattutto in altre zone d’Italia, tutta la produzione culturale che si fa a
Catania non arriva a sfondare fuori, mori n’ta l’ovu, come si suol dire.
E’ la storia della scena catanese musicale degli anni ’80/’90. Ti sei mai
chiesto dov’è andata a finire? Questo è uno stato delle cose contro cui ci
sentiamo assolutamente di dover combattere.
Quando un Versi diversi scene oscene 2?
Bishop: Ci stiamo già
lavorando.
Deadpoet: C’è già la copertina e un paio di pezzi, tra cui un dirompente nuovo
pezzo di apertura di Bishop, "La vita ai tempi dei centri commerciali"
Bishop: E i soldi per stampare al sig. Gagliano come glieli diamo? (ridono)
Deadpoet: Già, prendiamola solo come scherzo, anzi come augurio. Per ora
pensiamo solo alla nuova tiratura di Versi diversi scene oscene 1. E se mi
permetti di fare un po’ di pubblicità, Versi diversi, a Natale a soli 5 euro
nelle librerie Tertulia, Crisafulli o Megastorie.
Bishop: La vostra strenna oscena.
(ridono)